Il fallimento dell’industria cosmetica italiana descritto in cinque validi motivi per cui essere una #beautyjunkie nera è un problema concreto se vivi in Italia.

1. Il riferimento beauty proposto e venduto in Italia è solo uno: La Donna Caucasica

Eccetto pochissimi brand, come ad esempio Lancôme che promuove la bellezza nera con Lupita N’Yongo, il resto delle campagne beauty proposte in Italia sono rivolte, quasi sempre, alle donne con pelle chiara, per la precisione alla donna mediterranea. Le modelle con pelle super chiara e pelle scura sono escluse il più delle volte, oppure ci sono ma poi quando cerchi nei corner delle profumerie i prodotti che rappresentano quest’ultime carnagioni sono introvabili.

2. Trovare prodotti cosmetici per il proprio incarnato è una vera e propria caccia al tesoro

Provate ad andare in qualsiasi makeup store, che non sia mono brand, e provate a chiedere qualsiasi cosa per l’incarnato scuro, bb-cream, fondotinta, correttore, cipria compatta, un blush per tutti i giorni, se siete fortunati riuscirete a cavarvela con due o tre prodotti perfect matching per fare la base, la differenza rispetto all’estero è scandalosa, basta guardare la differenza fra e-commerce Sephora Italia e quello USA. Non me ne voglia Sephora ma in questi ultimi mesi la reperibilità dei prodotti per pelle scura è peggiorata drasticamente, questa è la realtà dei fatti. E se non riesco a recuperare i prodotti io che con il mio lavoro viaggio in tutta la penisola, non oso immaginare come può essere la quotidianità per chi vive in un piccolo paese.

 

3. In Italia, se sei nera, devi essere straricca per poterti truccare adeguatamente


fondotinta-high-hand

Revlon, Maybelline NY, L’Oreal e molti altri sono muniti di fondotinta ottimali per le ragazze con pelle scura, sinora però nessuno di questi ha prodotti disponibili in Italia. Nyx Cosmetics Italia è un ottimo esempio di drugstore makeup brand al passo con i tempi, hanno molti prodotti ma purtroppo ancora l’e-commerce non è attivo, e per ora, oltre Milano, ci sono pochi store al nord Italia. Fortunatamente il loro obiettivo è quello di aprire degli store in tutta Italia quindi non vi preoccupate. Poi ci sono alcuni che si spacciano come marchio “pro-black” tipo KIKO, ma mi rifiuto di consigliarvi questo brand perché quest’ultimo, invece di supportare le ragazze nere in Italia promuove quelle dell’estero – cose dell’altro mondo – e inoltre mi hanno fatto un gravissimo torto (chi è curioso si vada a documentare attraverso google). Pochissimi marchi hanno un’ampia gamma di prodotti, c’è NARS, MUFE, MAC, Armani Cosmetics, Lancôme, ma sono brand high hand, e le ragazze più giovani non possono permettersi di spendere una fortuna in makeup. Quindi diciamo così che, se sei nera e vivi in Italia, per avere un look decente, o sei ricca oppure ti attacchi a questa cippa.

 

4. Gli unici colori guida degli swatch proposti su e-commerce sono su pelle caucasica

In USA, molti brand stanno iniziando ad inserire swatch di altri incarnati nei loro e-commerce, Too Faced Cosmetics è uno di questi. La ragazza a destra è Jackie Aina, una delle influencer afro-americane più quotate del momento. Lei è mi ha insegnato come truccarmi attraverso ‪#‎youtube‬, lei e molte altre mi hanno aiutato a gestire autonomamente il mio viso quando nessuno in Italia era in grado di truccarmi quando dovevo esibirmi. Non è giusto che ancora oggi ci debba essere questo metodo di swatch. Come facciamo a comprare un prodotto se non sappiamo quale sia il risultato sulla nostra pelle ? Praticamente è un terno al lotto, bisogna sperare che il colore proposto sia quello giusto quando si ordina. Io non mi stancherò mai di ripeterlo, i colori cambiano in base all’incarnato sul quale un qualsiasi cosmetico viene applicato, per anni ho comprato cosmetici sbagliati a causa dei riferimenti ingannevoli e fuorvianti su siti. Quando impareremo anche qui in Italia questa regola basic ? 

5. Gran parte dei truccatori Italiani, quando devono gestire un incarnato scuro vanno nel panico


pittura su donna scuraQuante volte ho perso le staffe dopo una seduta di makeup in Italia, se trovo il genio che ha divulgato questo falso mito di dover necessariamente truccare le pelli sucre con i colori accesi, giuro che gliene dico quattro ! Noi vogliamo un trucco glam, portabile, femminile, possibilmente non grigio, ma soprattutto non vogliamo essere schiarite con un fondo di tre toni più chiaro rispetto al nostro incarnato e per giunta con un sottotono completamente diverso rispetto la nostra pelle, so please, in the name of beauty STOP !
Quando ero più piccola ho desiderato di essere bianca più di una volta, perché l’unico modello di bellezza proposto era quello delle modelle bianche, con naso alla francese e capelli lisci, il pensiero che questo possa accadere a qualche ragazza oggi mi fa rabbrividire. La bellezza non è definita dal colore della pelle, la bellezza non ha un colore.
Tutto ciò è estremamente frustrante,  siamo nel 2016 e ancora mi devo innervosire quando vado in profumeria ! Perché le donne nere sono costrette a scegliere fra pochissimi brand, mentre le donne mediterranee hanno un’ampia scelta di prodotti ? E perché la stessa cosa vale anche per le amanti del makeup che hanno la pelle super chiara. Questa fetta di mercato, seppur in minoranza, può contribuire all’economica cosmetica, noi abbiamo i soldi e vogliamo spenderli perché #ilmakeupèpertutti.

Ecco il riferimento di makeup che nessuno in Italia, a quanto pare, è in grado di riprodurre !

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Mi piacerebbe non dover più scrivere articoli di questo tipo, mi piacerebbe non essere l’unica beauty blogger dark skin in iItalia, e vedere altre realtà come Grace On Your Dash. Io credo fermamente che i canoni di bellezza vadano estesi, perciò promuoviamo insieme la bellezza di ogni colore. Sulla mia pagina Facebook ho iniziato una battaglia/propositiva in merito all’argomento che si basa sulla condivisione dei post, affinché queste informazioni diventino un sapere comune, e nella speranza che questo disagio che colpisce molte donne nere in Italia non ci sia più.

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