Molti di voi sanno quanto tengo al concetto di equality quando si tratta di rappresentanza nella beauty community italiana, il motivo per cui ho aperto il blog Grace On Your Dash ed ho dato vita alle campagne #ilmakeupèpertutti e #DiversIT nasce proprio perché in adolescenza ho avuto solo riferimenti di bellezza caucasici, questo purtroppo ha avuto delle ripercussioni non indifferenti sulla mia autostima e percorso di accettazione. Dopo anni di tabù sull’argomento dark skin beauty in Italia, Nel 2017 ho avuto l’onore di diventare un’ambassador Sephora Italia, finalmente uno spiraglio di luce verso un percorso progressista che speravo potesse durare molto più a lungo di quanto vedo ora.

Con grande dispiacere infatti, noto che da svariati mesi la bellezza nera non viene rappresentata nella loro pagina IG. L’ultimo post con full face make-up su pelle scura pubblicato dalla pagina di Sephora Italia risale ad agosto 2017, e il contenuto è stato creato proprio da me. Questo mi rattrista profondamente, non è possibile che se non ci sia io come ambassador non vengano realizzati dei contenuti che rappresentino la pelle scura. In fondo basterebbe fare dei semplici re-post della pagina internazionale, uno sforzo minimo che però non vedo da parte del colosso. Inoltre, mi dispiace che tutti i discorsi che ho fatto  agli addetti al marketing, la passione impiegata nello spiegare quanto sia importante rendere disponibili anche i prodotti per pelle scura oltre a dare un’equa rappresentanza di influencer durante gli eventi di lanci di prodotti pare sia servito a poco. Nonostante ciò il mio contributo e supporto verso Sephora Italia continua attraverso video recensioni e swatch per facilitare gli acquisti. Non si può nascondere però che dal 2018 la politica adottata dal colosso è in totale controtendenza rispetto al resto della beauty community mondiale. Come in tutte le pagine IG Sephora, quella italiana è per lo più caratterizzata da immagini still life, ma per quanto riguarda i rari makeup look o tutorial proposti vediamo solo quelli realizzati su modelle caucasiche castane o bionde, non ci sono persone con i capelli rossi, persone dai tratti asiatici o diafane, e in veste di dark skin beauty non mi vedo più riflessa. Oggi è San Valentino e l’unico look proposto sui social media purtroppo è solo su pelle chiara. La #SephoraBeautyCommunity è solo caucasica adesso?

La pagina IG di Sephora Italia vanta quasi mezzo milione di seguaci, e dubito siano tutti caucasici. Come si può pensare che gli acquirenti dall’incarnato scuro supportino economicamente Sephora Italia se i loro social media non rappresentano questa categoria? A tal proposito, ieri a Milano si è tenuto un evento per un lancio che sarà presto disponibile negli store, da quanto è stato mostrato dalle IG stories di Sephora Italia, l’evento vedeva protagonisti per lo più influencer caucasici. I prodotti del marchio in questione li possiedo già, quindi per coloro che hanno intenzione di correlare questo post al fatto che “rosico”, this is really not the case boo boo kitty!

Fortunatamente ho ricevuto i prodotti direttamente dal brand americano che attualmente si è affidata ad una delle influencer nere più importanti del mondo per estendere la loro gamma di fondotinta per pelli scure.
Persino Sephora Scandinavia ha una rappresentazione di bellezza più equa rispetto a Sephora Italia, ma cosa sta succedendo? Il beauty è un riflesso emotivo della società, è fondamentale dare a tutti la stessa identica importanza. I
colossi del beauty hanno una grande responsabilità, molto più ampia di quella che si possa immaginare ed è giunto il momento che il concetto si apprenda concretamente. Per sensibilizzare gli utenti sulla questione, lascerò lo screen di uno degli innumerevoli messaggi che ricevo sul direct Instagram da parte di ragazze adolescenti con pelle scura.

Se qualcuno si sente urtato nella sensibilità chiedo scusa, ma sono davvero amareggiata.
Questo scenario è raccapricciante, e il tutto lo dobbiamo alle scelte di marketing che purtroppo oggi vengono adottate da coloro che deliberatamente escludono o non rappresentano la bellezza nera in Italia. Nel mio piccolo cerco di darle voce, ma farlo da sola è un’impresa troppo ardua. Questi messaggi fanno male al cuore, anch’io mi sentivo così da piccola e leggerli ancora nel 2018 è gravissimo.

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